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Odieresti i miei sbalzi d’umore. Ne sono certa.
Ti chiederesti con incredulità: “Ma come può tanta dolcezza lasciare spazio a degli angoli così taglienti?
Non so nemmeno se ti piacerebbe quel mio essere maledettamente impetuosa e diretta.
I giri di parole non sono mai stati il mio forte.
Nemmeno i Ti Amo.
Appassionati e Diretti.
Anche quelli.
Si.
...
Supermercato.
Ore 12,50. In velocità, alla speedy gonzales, col fiatone come al solito.
“Signora si affretti perché fra cinque minuti si chiude” mi soffia sul collo la ragazza del banco salumi.
”Si si faccio in un attimo, lei intanto se vuole avvantaggiarsi mi prepari due etti di bresaola e un etto di prosciutto cotto.” Ma vaff….(ringhia un mio pensiero muto). Uffa, devo fare tutto sempre di corsa, sempre con i minuti contati, ecchepalle .
Mele, arance, carote, mandaranci, insalata gentilina, riso, pizza surgelata, due confezioni di carpaccio, ammorbidente, acqua minerale…. Urca la ricotta, quasi dimenticavo la ricotta. Lascio il carrello vicino alle acque minerali e corro in picchiata nella corsia dei formaggi, prendo la mia adorata ricotta di bufala e ritorno sempre in picchiata a riprendere il mio carrello, dopodiché a passo svelto che più svelto non si può mi avvio alle casse. Mi posiziono in fila, c’è solo una persona davanti a me.
Ad un certo punto… sento due colpettini leggeri sulla spalla… mi giro di colpo…e mi trovo di fronte un signore (unauuu che bel tipo…)che in po’ divertito mi dice: Ehm… signora…guardi che ha preso il mio carrello, il suo eccolo qua, ma se vuole pagare la mia spesa faccia pure.” Si mette a ridere. (uauuu che bel sorriso).
Io… beh…tra il rossore che ha invaso ogni angolo del mio viso e l’espressione tipica della pampe basita che senza ombra di dubbio era stampata nella mia faccia, ho cercato di borbottare qualcosa per scusarmi, ma l’imbarazzo era davvero tanto.
Vabbè, ci scambiamo i carrelli, e nello scambio mentre io continuo a spiaccicare chissà quali confuse cavolate lui continua a sorridere e si sposta nella cassa di fianco .
Devo essere stata assai buffa, perché quel tipo era sinceramente divertito, e mò mi scocciava pure che ridesse di me, non so che cosa mi abbia trattenuto dall’urlargli nel timpano: e provaci tu a seguire filo filo la tabella di marcia delle mie stracariche giornate, e poi vediamo se non ti capita di scambiare il carrello della spesa. Antipatico. Impedito. Che ridi a fare. Ufff.
Comunque poi, all’uscita del super, il ridolini mi ha spiazzata. Urca se mi ha spiazzata!
Stavo caricando la le borse della spesa in macchina quando me lo sono ritrovato davanti.
“’azzo vuoi ancora” stavo per dirgli. Ma come si fa a dire ad uno “’azzo vuoi?” quando mentre ti guarda negli occhi esclma:
“L’ho sempre detto che il tredici è il mio numero fortunato. Accidenti, che bell’incontro ho fatto oggi! Che dice, facciamo anche domani qui, stesso posto, stessa ora? Però invece di presentarmi con il carrello mi presento con un un mazzolino di fiori” .
E riddaje con sto rossore. Sono un caso disperato. Sigh.
Ah, si. Volete sapere com’è finità? E vabbè, mò ve lo dico.
Praticamente non ho avuto nemmeno il tempo di godermi quel “momentino magico” perché… ho avuto la malaugurata idea di rispondere allo squillo del cellulare proprio mentre Mister Ridolini ce stava provà, e indovinate chi era colui che interrompeva di brutto il “momentino magico”? Era il Vasco Musone dagli occhi cerulei ( quasi stesse assistendo alla scena e volesse bloccarla sul nascere, mannaggia a lui) , che con tono piagnucoloso e bisognoso di coccole mi diceva:” Cespuglietto, sei già a casa? Fammi un piacere, oggi preparami risottino in bianco che ho bruciore di stomaco….”
Etciù. Mannaggia a stò fetente di raffreddore.
Come dite? Perché ho postato questa immagine? Come perché? Perché mi sono regalata una rosa. Ostregheta! ^.^
Bacetto.
Etcù. Uffa. Che palle sto raffreddore.
Cristina
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Sally stamattina mi sta chiamando in continuazione, ma si deve rassegnare a rimanere nel suo recinto.
Non ci sarà la nostra solita passeggiata. Neanche per idea.
Piove!
Uscire sotto la pioggia sarebbe come prenotarsi l’influenza, ed io non voglio correre questo rischio, anche se… vivere la campagna mentre la pioggia la sta accarezzando è… un momento davvero intimo, vorrei dire… un momento d’Amore. Certo. Si. D’Amore.
Sono qui ancora in pigiama, e per ora non ho nessuna intenzione di toglierlo.
E’ così bello fissare la pioggia davanti al vetro di una finestra con il tepore della notte ancora sulla pelle!
E’ bello ascoltare il suono vibrante delle gocce che si posano sulla natura e percepirne l’eco armonioso.
E’ un’eco che riporta in superficie le Emozioni.
E’ l’eco delle nostre voci…
Un Bacio…

IO VOGLIO SOLO ADDORMENTARMI SULLA RIPA DEL CIELO STELLATO
Sono folle di te,amore
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento
di canti d'amore per te.
(Alda Merini )

Ciao Alda...
Grazie di essermi Emozione.
Cristina
Quando non capisco io mi fermo...e ascolto il Vento dei Pensieri.
Ho bisogno di riprendermi per mano.
Bacio.
Nair 
A.A.A. CERRCASI CONSIGLIO
No, non ho scritto " CERCASI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO" anche se in tutta sincerità ce ne sarebbe un gran bisogno visto le sparate da fuori di testa della "vergogna nazionale" che attualmente è in carica.
Ma vabbè dai, parliamo del consiglio che sto cercando io, e che è abbastanza urgente visto che devo decidere entro mercoledì, perchè se non lo faccio mercoledì non lo faccio più. "Passà el santo passà el miracolo" si dice dalle mie parti.
TRATTASI DI CAPELLI
I miei capelli.
Vi è mai capitato di desiderare di stravolgere completamente il vostro look?
Beh, a me sta succedendo.
Mannaggia a me.
Ho voglia di cambiare.
E da dove iniziare se non dai capelli?
Ecco. Appunto. Mercoledì ho l'appuntamento con il parrucchiere.
(Ho una confidenza da farvi: non pensavo di essere così cacasotto. Sigh!)
Si, insomma, fino a ieri sembravo così decisa, ma da oggi pratcamente cambio idea ogni mezz'ora, e se vado avanti di questo passo mercoledì tornerò a casa ancora con la mia lunga chioma riccioluta.
Ecco, guardate un pò qui di sotto come dovrebbe avvenire la trasformazione.
Osservate bene, eh!
I capelli attuali ora sono come quelli della mia sosia, ma che dico sosia... meglio sorella gemella Afef...ehm
(
)...Come dite? Che vi vien da ridere? Ihhhh maronna, come siete fiscali per qualche piccolo misero dettaglino diverso, uffffa. Comunque i capelli sono così, cambia solo il colore, il mio è più bello perchè è rosso, tiè.

E....Mercoledì... vorrei tornare a casa così, come quell'altra mia sosia, ma che dico sosia.. meglio sorella gemella...bla bla bla bla bla... (se no mi toccava ripetere tutto di nuovo 

Allora, che dite... la faccio questa pazzia?
La faccio???
...
Cristina
13. ottobre...
E così? Potrebbe andar bene un taglio come questo???

Ma che ti stà succedendo Cespuglietto? Ma perchè te li vuoi taglià?
Mah, chi ti capisce è bravo.
Tua Senora

Volevo dirti che…
la mia anima si veste di sole quando incontra il tuo sguardo.
Mi è mancato tanto quest’anno, davvero tanto, si.
Parlo di lui. Il Mare.
Oggi mi sta cercando disperatamente.
Io lo so il perchè: mi vede stanca, molto stanca.
Ormai la stagione del sole sta per finire , la possibilità di viverci , di passare lunghe giornate insieme a raccontarci è più che mai impossibile, dovremmo aspettare il prossimo anno, e Lui sa che di questo io ne soffro.
Qualche toccata e fuga non è assolutamente bastata né al mio animo e meno che meno al mio fisico.
Entrambi hanno sempre avuto bisogno di lui.
E’ un amore di lunga data il nostro, quasi un patto di sangue che ci tiene fortemente legati l’un l’’altro.
Lui è La Cura.
Cristina

"Alla fine scoprirai che le cose più leggere son le uniche
che il vento non è riuscito a portar via:
un ritornello antico
una carezza al momento giusto
lo sfogliare un libro di poesie
l'odore stesso che aveva un giorno il vento."
(Poesia di Mario Quintana)

Mentre gli sistema le flebo, Cristina lo guarda con un accenno di sorriso.
E’ l’infermiera che fa il turno di notte, si chiama come me.
“Scommetto che non le dico niente di nuovo se le dico che suo marito assomiglia tantissimo a Vasco Rossi, vero? ” Mi dice sottovoce.
”Si , certo, me lo dicono spesso, è vero gli assomiglia molto, ma lui non ci tiene tanto perché Vasco come cantante non gli piace per niente, a differenza di me che invece lo adoro."
Passerà spesso poi a controllarlo durante la notte e ogni volta avrà una parola anche per me.
E’ interminabile la notte in una stanza d’ospedale.
Tutto e’ interminabile dentro un ospedale.
Il tempo cessa di avere il suo valore dentro le mura di un ospedale.
Ogni minuto che passa sembra più lungo di un’ora.
Specialmente quando si aspetta nella sala d’attesa, con gli occhi che non si schiodano dalla porta della sala operatoria, con le notizie che non arrivano e tu non riesci più a controllare il battito cardiaco, senti il cuore che impazzisce e ti manca il respiro e vorresti gridare e vorresti che qualcuno ti aiutasse perché hai paura di essere tu ora a non farcela, si, hai paura che il cuore ti ceda, certo, si, questa sensazione che il tuo cuore stia cedendo ti perseguita per tutto il tempo d’attesa.
Ti vergogni della tua paura.
E’ lui che sta rischiando la vita, non tu.
E’ lui che è sotto i ferri, non tu.
E poi ti lasci andare, si, non ce la fai più e lasci che le lacrime seguano il loro corso naturale.
Sono silenziose le lacrime. Non disturbano nessuno.
Vedi che lo fanno anche altri, si, non c’è nulla di male ad affidarsi alle lacrime. Nel tuo caso creano una piccola barriera che ti serve per attenuare un devastante senso di impotenza, perchè tu ora non puoi fare niente, devi solo aspettare.
In mano, per tutte le sei ore e mezza tieni la busta che lui ti ha consegnato prima di lasciare la stanza..” Ti ho scritto un po’ di cose “ ti ha detto posando l’intensità del suo azzurro nei tuoi occhi.
Ma tu non hai voluto leggerla. La leggerai quando lui ritornerà. Si. Perché lui ritornerà.
Il primo spiraglio di Luce arriva alle 13 e 30.
Il dott. P. ti vede, ti fa il segno di OK con le dita, ti chiama. Ti avvicini a lui, sei tesissima, lui ti prende la mano, un gesto molto umano, : “ Stiamo finendo, l’intervento è riuscito, lo terremo ancora un paio d’ ore sotto osservazione e poi uscirà, è stato un intervento impegnativo ma è andato bene. "
Il secondo spiraglio di Luce arriva verso le quindici: Lui, il suo respiro, la mia mano nella sua.
E’ lunga la notte in una stanza d’ospedale.
In piedi davanti all’enorme finestra che c’è in quella stanza numero sedici i miei occhi cercano stelle cadenti.
Ah, si, la lettera. Ora posso leggerla. Si.
Cristina